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Inaugurazione Enoteca Conte Vistarino

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Un invito molto speciale ci giunge in redazione e come non coglierlo al volo, onorati di trascorrere un pomeriggio di degustazione nella tenuta Conte Vistarino a Rocca de Giorgi.

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L’autunno ci accoglie modificando i colori delle vigne che circondano il parco, tinte calde, rossastre e foglie gialle che ad un soffio di vento danzano leggiadre dalle vette dei maestosi alberi fino a posarsi ai piedi, creando un mantello uniforme.
Ci accoglie il Direttore Ing. Tommaso Bucci raccontando la vastità del territorio, che occupa l’80% del Comune di Rocca de Giorgi tra vigneti ma anche di boschi naturali, prati e piante seminative da legno.

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“La cantina è quasi sottodimensionata per tutti questi vigneti,” spiega l’Ingegner Bucci, “dove ogni anno vengono lavorate quintali e quintali di uve diverse”.

La meccanizzazione è molto attenta ai dettagli, ai processi della fermentazione delle uve, delle bucce, della colorazione del primo liquido: “Le bucce delle uve a bacca nera contengono componenti colorati che tendono ad estrarsi man mano che vengono effettuate le lavorazioni di cantina. La temperatura bassa consente di estrarre di meno, maltrattando il meno possibile il delicato mosto.

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La tecnologia moderna è un processo sottrattivo, si parte dalla massima qualità del frutto ancora sulla vite fino ad arrivare in cantina, e ad ogni movimento, in ogni minuto che passa all’interno del chicco qualcosa svanisce, ma noi stiamo lavorando per sfatare questo mito rispettando la delicatezza e l’integrità del prodotto.
Meno interveniamo con le lavorazioni meccaniche e più riusciamo ad avere vini migliori, come le selezioni delle parti migliori dei vigneti, lavorati poi in un metodo particolare in piccoli tini che andranno poi a dar vita a: Pernice, Bertone e Tavernetto”.

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Il tour in cantina termina davanti all’ultramoderno wine shop, dove i gruppi separati delle visite guidate si incontrano e dedicano quattro chiacchere prima di entrare in Villa per la degustazione finale.

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Percorriamo il viale curatissimo circondato da prati perfetti e alberi secolari che fanno da contorno alla splendida architettura settecentesca, ancora splendidamente conservata.

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Gli ospiti si dirigono verso la sala degustazione da dove proviene un’elegante musica Jazz, al centro della sala regna sovrano un buffet ricco di leccornie rustiche come: salumi, focacce caserecce, sformatini aromatici, saltimbocca con una leggera panatura croccante… ma anche finger food ricercati e unici come la piccola sfera di cioccolato fondente ripiena di mousse al tartufo, un dolce salato che inebria i sensi, che accompagnato da un ottimo Pinot Grigio Merlino ne rinfresca i sapori.

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Salutiamo tanti visi noti, giovani imprenditori che stanno lavorando divinamente nel territorio dell’Oltrepò, aggiungendo alla tradizione storica un pizzico di innovazione.

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Riusciamo a strappare qualche aneddoto sulla storia dell’Azienda Conte Vistarino a Paolo Fiocchi, agronomo e Sindaco di Rocca de Giorgi:

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“Il Signor Conte, nonno di Ottavia era amico di Napoleone III, ed entrò a Crema per liberare la città dalla dominazione austriaca e come scambio gli furono svelati i segreti della coltivazione del Pinot Nero dagli esperti di coltivazione che allevavano le viti con la tecnica Guyot, un metodo che favorisce la resa produttiva e qualitativa della pianta.
Nel 1902 Rocca de Giorgi divenne un vivaio, dove parte dell’azienda era centro di moltiplicazione di innesti di piante madre. Da qui gli innestatori tramandarono questo delicato procedimento di coltivazione del Pinot Nero che si diffuse poi a Montecalvo, Lirio e tantissime città limitrofe.
Da quest’azienda agricola sono passati quasi tutti ad imparare l’innesto o a lavorare come mezzadri, come operai, a vendemmiare… E la collina ha ancora bisogno di molta manodopera, si è meccanizzato dove si può, ma per ottenere un ottimo vino abbiamo bisogno delle persone”.

di Veronica Marigo